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MASTER IN COMUNICAZIONE MULTIMEDIALE

La professione del comunicatore sta vivendo una trasformazione senza precedenti: per la prima volta nella storia ci troviamo di fronte a una nuova e innovativa forma d’informazione, in cui l’individuo, al di là delle sue specifiche competenze e professionalità, smette i panni del recettore passivo per indossare quelli del costruttore attivo dell’informazione. Le figure professionali ripensano i loro compiti alla luce di una rinnovata competenza. La comunicazione non necessita più di intermediari, di uffici stampa o figure professionali destinate, quasi esclusivamente, all’elaborazione di contenuti testuali: i nuovi comunicatori sono produttori e allo stesso tempo divulgatori dell’informazione. Perché dover aspettare che qualcuno decida o meno di pubblicare ciò che si ritiene una notizia, quando posso io stesso crearmi un canale di comunicazione grazie ai nuovi media?

“C’è stato un tempo in cui una manciata di direttori poteva decidere che cosa faceva notizia e che cosa no – ha dichiarato qualche mese fa Murdoch - quei direttori si comportavano come semidei. Oggi stanno perdendo il loro potere. Internet, per esempio, fornisce l’accesso a migliaia di notizie che i direttori non conoscono. Io lo vedo così il rapporto tra i grandi media ufficiali e Internet: non sono i giornali che stanno diventando obsoleti, sono soltanto alcuni direttori, reporter e proprietari che stanno dimenticando l’asset più prezioso per un giornale: il legame con i propri lettori”. Se la professione giornalistica è cambiata, grazie all’avvento delle nuove tecnologie e a una sempre maggiore globalizzazione, è cambiata anche l’offerta lavorativa, ma soprattutto le richieste del mercato.

L’Italia vanta il numero maggiore di laureati in scienze della comunicazione: 7000 dal 1997 ad oggi. Un mercato saturo determina il ripensamento delle professionalità. Ciò che oggi si chiede a questi giovani è di essere dei comunicatori multimediali, che sono cosa ben diversa dai comunicanti.

I comunicatori multimediali conoscono le dinamiche della comunicazione e gli strumenti attraverso i quali veicolarla, elaborano dei piani di comunicazione sulla base di dati e numeri presi dalla realtà del mercato e sono in grado di operare scelte strategiche per raggiungere gli obiettivi delle organizzazioni per le quali lavorano. Queste organizzazioni possono essere aziende, enti pubblici, associazioni no-profit o personaggi pubblici. Prendiamo a esempio il team a cui Barack Obama deve molto della sua popolarità e quindi della sua elezione: questo gruppo di esperti è riuscito a sviluppare la notorietà e l’immagine del brand del Presidente attraverso una delle più innovative strategie di comunicazione cross media della storia.

I comunicatori esistevano ovviamente già da prima che arrivasse internet, tuttavia mai come in questa fase storica il loro ruolo è stato così cruciale: “i mercati sono conversazioni”, recita il Cluetrain Manifesto e oggi le conversazioni si sono spostate in rete. E’ da qui che bisogna partire. I giornalisti di ieri sono oggi i comunicatori del web, per dirla con Dan Gilmor  il giornalismo "da lezione, diventa conversazione".

Il master in “Comunicazione Multimediale" contribuisce allo sviluppo delle conoscenze in materia di giornalismo evidenziando le differenze tra le tecniche giornalistiche tradizionali e i linguaggi dei new media. Durante il corso gli allievi acquisiscono le tecniche essenziali per la redazione di un giornale telematico, quelle per la realizzazione di una web tv e per la produzione di un servizio video giornalistico. 

Dal punto di vista tecnico, gli allievi apprendono le conoscenze fondamentali del web editing e quella degli applicativi Macromedia Dreamweaver MX, Flash MX e Photoshop.